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Corteccia cerebrale lobi

Corteccia cerebrale lobi

La separazione tra il lobo temporale e i lobi del cervello parietale e frontale è netta, in quanto segnata dalla presenza della più volte citata scissura laterale di Silvio; la separazione tra il lobo temporale e il lobo occipitale, invece, è molto sfumata, in quanto manca di una scanalatura profonda e ben definita dal punto di vista anatomico c'è una linea immaginaria, denominata linea parieto-temporale laterale. Sul lobo temporale prendono posto le aree funzionali del cervello note come area di Wernicke , ippocampo e amigdala. Il lobo occipitale è il lobo del cervello rappresenta, in ogni emisfero cerebrale, la porzione posteriore della corteccia cerebrale; in altri termini, quindi, è l'area corticale del cervello che si sviluppa posteriormente alle altre 3 aree corticali.

Facente parte delle strutture incluse nella cosiddetta fossa cranica posteriore , il lobo occipitale confina con:. A delimitare l'area di estensione del lobo occipitale sono il già citato solco parieto-occipitale, per quanto concerne il confine con il lobo parietale, e la già nominata linea parieto-temporale laterale, per quanto riguarda il confine con il lobo temporale. Sul lobo occipitale prendono posto due importanti aree funzionali del cervello: Il tentorio del cervelletto è il lembo di dura madre una delle tre meningi che ha il compito di separare, fisicamente, il cervelletto dai due lobi occipitali; in un certo senso è la struttura anatomica che divide il cervelletto dal cervello propriamente detto.

I lobi del cervello frontale, temporale e parietale concorrono, con porzioni più intime e vicine al sottostante corpo calloso , alla formazione del cosiddetto sistema limbico. In neurologia, il termine "sistema limbico" indica un complesso di strutture cerebrali, che ha un ruolo chiave nelle reazioni emotive, nei processi di memoria a breve termine, nel comportamento e nell'olfatto. Le aree funzionali amigdala e ippocampo, citate in precedenza laddove l'articolo trattava il lobo temporale, sono due componenti del sistema limbico.

I lobi del cervello ricoprono, ciascuno, un set specifico di funzioni. La capacità di vedere un colore deriva dal lobo occipitale, mentre la capacità di riconoscerlo e identificarlo con un nome dipende dal lobo temporale. Il cattivo funzionamento di uno di questi due lobi del cervello non ha importanza di quale conduce sempre e comunque a un'incapacità di stabilire i colori osservati. I lobi del cervello non sono organi autonomi e indipendenti, ma componenti fondamentali di quella complessa "macchina" chiamata encefalo.

Nei prossimi sottocapitoli, il lettore avrà modo di conoscere le funzioni dei lobi del cervello e confrontarle tra di loro. Il lobo parietale ha un ruolo chiave nel garantire il senso della posizione e dello spazio e nell' elaborazione delle informazioni sensitive quali dolore , senso del caldo o del freddo, il tatto ecc. Inoltre, contribuisce alla capacità di memoria , alle capacità di calcolo e alla capacità di interpretare il linguaggio. Il lobo occipitale è il lobo del cervello deputato a l' interpretazione degli stimoli visivi ; a fornirgli tale capacità è la presenza della corteccia visiva primaria e della corteccia visiva secondaria.

Per effetto di traumi alla testa, episodi di ictus , tumori cerebrali e forme di demenza , i lobi del cervello possono subire lesioni o alterazioni nella loro normale anatomia; queste lesioni e queste alterazioni sono causa, com'è facilmente intuibile, di un loro cattivo funzionamento e della perdita, da parte del soggetto coinvolto, delle funzioni sotto il loro controllo. Laureato in Scienze Biomolecolari e Cellulari, ha conseguito un Master specialistico in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza.

Sistema Nervoso Centrale. I pazienti con lesioni del lobo temporale destro perdono in genere la capacità di interpretare gli stimoli uditivi non verbali p. Lesioni del lobo temporale sinistro interferiscono gravemente con il riconoscimento, la memoria e il linguaggio. Le lesioni della corteccia visiva primaria conducono a una forma di cecità corticale; in una forma denominata sindrome di Anton, i pazienti divengono incapaci di riconoscere oggetti mediante la vista e sono generalmente inconsapevoli del loro deficit, spesso confabulando descrizioni di quello che vedono.

Le crisi epilettiche che coinvolgono il lobo occipitale possono determinare allucinazioni visive, che spesso consistono in linee o reti di colore sovrapposte nel campo visivo controlaterale. L'insula integra le informazioni sensitive e autonomiche provenienti dai visceri. Ha un ruolo in alcune funzioni del linguaggio, come evidenziato dalla presenza di afasia in pazienti con lesioni insulari. L'insula elabora alcuni aspetti della sensibilità termica e dolorifica e, forse, gustativa. Il lobo limbico sistema limbico comprende strutture che ricevono stimoli da diverse aree del cervello e che partecipano a comportamenti complessi e interrelati p.

Le lesioni che colpiscono il sistema limbico di solito provocano una serie di deficit. I pazienti con foci epilettogeni nelle parti mediali limbico-emozionali del lobo temporale vanno in genere incontro a crisi parziali complesse, caratterizzate da umore incontrollabile e alterazione delle funzioni vegetative, cognitive o emozionali. Talvolta, questi pazienti presentano alterazioni della personalità, caratterizzate da irritabilità, misticismo e ossessività. I pazienti possono avere allucinazioni olfattive e ipergrafia una voglia enorme di scrivere. Le alterazioni della funzione cerebrale possono essere focali o diffuse.

I processi focali e globali possono manifestarsi come deficit o diventare focolai per l'attività convulsivante. Questi processi possono pure interessare i sistemi sottocorticali, determinando un'alterazione dello stato di vigilanza p. Alterazioni strutturali p. I sintomi dipendono dalla localizzazione, l'estensione e la velocità di sviluppo della lesione. Lesioni che siano 2 cm di diametro o che si sviluppino molto lentamente possono essere asintomatiche.

Lesioni più grandi, a rapido sviluppo nell'arco di settimane o mesi piuttosto che anni , e lesioni che interessino simultaneamente entrambi gli emisferi possono con maggiore probabilità divenire sintomatiche. La plasticità capacità di un'area cerebrale di modificare la propria funzione del cervello varia tra i diversi individui e dipende dell'età e dallo stato di salute generale. La plasticità è più evidente nel cervello in via di sviluppo. Per esempio, se le aree del linguaggio dell'emisfero dominante vengono danneggiate gravemente prima degli 8 anni d'età, l'emisfero controlaterale spesso assume la funzione del linguaggio in maniera quasi normale.

Sebbene la capacità di recupero dal danno cerebrale dopo il primo decennio di vita sia considerevole, una lesione grave in genere determina deficit permanenti. Una riorganizzazione radicale delle funzioni cerebrali dopo una lesione nei soggetti adulti è rara, sebbene la plasticità continui a essere presente in certe specifiche aree cerebrali per tutta la vita. La ridondanza si riferisce alla capacità di più di un'area del cervello di svolgere la stessa funzione. Tra i vari solchi che percorrono la superficie telencefalica, se ne possono individuare alcuni più marcati ed evidenti: Alcune di queste scissure, approfondendosi nella corteccia telencefalica, partecipano alla sua suddivisione in lobi.

Le scissure che segnano il confine tra i vari lobi sono principalmente cinque [4] , e cioè:. La scissura centrale di Rolando comincia in corrispondenza del margine superiore dell'emisfero telencefalico, circa verso la sua metà, e percorre tutta la faccia laterale in direzione approssimativamente verticale, per arrestarsi a breve distanza dalla scissura laterale. Essa divide il lobo frontale , anteriore, dal lobo parietale , posteriore. Sulla faccia mediale degli emisferi, la scissura centrale si approfonda in mezzo a una grossa piega di passaggio fra i due lobi, il lobulo paracentrale. Anteriormente e posteriormente alla scissura centrale si trovano due circonvoluzioni di grande importanza, rispettivamente assegnate alla funzione motoria e alla funzione sensitiva: La scissura laterale di Silvio separa il lobo frontale in avanti e il lobo parietale indietro dal lobo temporale , che viene a trovarsi in posizione inferiore rispetto alla scissura stessa.

Originata più o meno in corrispondenza dell'estremità inferiore di un piano frontale che divide a metà il lobo anteriore del telencefalo, la scissura laterale si dirige verso il polo posteriore con decorso leggermente obliquo verso l'alto, per poi biforcarsi a Y. Come già ricordato, la scissura laterale non viene raggiunta dalla scissura centrale, che si arresta a poca distanza da essa. La scissura parietoccipitale poco profonda, origina nello stesso punto della scissura calcarina , sulla parete mediale degli emisferi telencefalici, e si dirige in alto e obliquamente sino al margine superiore: La porzione della scissura che decorre sulla faccia mediale degli emisferi telencefalici prende il nome di scissura perpendicolare interna , mentre quella che decorre sulla faccia laterale viene chiamata scissura perpendicolare esterna.

La scissura calcarina è l'unica, delle scissure qui descritte, a non individuare il confine tra due o più lobi corticali. Essa percorre la faccia mediale degli emisferi telencefalici con decorso pressoché orizzontale, dalla confluenza con la scissura perpendicolare interna sino al margine superiore, per poi esaurirsi in un breve tratto che attraversa la faccia laterale degli emisferi. Attorno alla scissura calcarina si dispone l' area visiva primaria, di fondamentale importanza per il meccanismo della visione. La scissura limbica si riscontra solo sulla faccia mediale degli emisferi. Essa segue il decorso del corpo calloso: La scissura limbica divide i lobi frontale e parietale , superiori, dal lobo limbico , inferiore.

Oltre a queste cinque scissure, anche definite scissure primarie , la superficie affiorante della corteccia telencefalica presenta altri solchi di minore importanza, interni ai lobi. Qualora ce ne fosse il bisogno, esse verranno descritte nella parte riguardante i singoli lobi. I lobi in cui è suddivisa la corteccia telencefalica sono sei [5]:. Questi lobi hanno un'estensione approssimativamente uguale su entrambi gli emisferi telencefalici: Questo concetto verrà maggiormente approfondito nel paragrafo funzioni.

Il telencefalo è suddiviso in tre strati che si susseguono dall'esterno all'interno, e che rispettivamente sono:. L'architettura generale della corteccia telencefalica o pallium è già stata descritta nella sezione Lobi. Secondo la classificazione di Brodmann [6] , sulla superficie della corteccia telencefalica è possibile individuare 52 aree chiamate per questo aree di Brodmann con diverse caratteristiche citoarchitettoniche e funzionali. L'area somestesica primaria in verde , che riceve impulsi della sensibilità somatica generale di tutto il corpo, è localizzata nella circonvoluzione postcentrale e precisamente nelle aree 3, 1 e 2 del lobo parietale.

In queste aree è possibile riscontrare una rappresentazione somatotopica di tutte le diverse parti del corpo umano, che prende il nome di homunculus sensitivo: Il termine "homunculus" è dovuto al fatto che la rappresentazione del corpo umano appare grottesca e sproporzionata: Conseguenza di questo principio è che le aree corticali deputate alla ricezione degli stimoli provenienti dal viso, dalle labbra e dalla mano sono innaturalmente grandi, mentre quelle assegnate al tronco e alle gambe appaiono molto più piccole della reale estensione corporea di questi territori.

L'area motrice o motoria primaria in rosso , localizzata sulla circonvoluzione precentrale del lobo frontale , è costituita dall'area 4. A questo territorio corticale è assegnata la funzione di generare gli impulsi motori per tutti i muscoli corporei: Nell'homunculus motorio, infatti, occupano una grande estensione i territori dedicati all'innervazione dei muscoli mimici del volto e dei muscoli della mano, mentre il torso è minimamente rappresentato.

Si immagini di osservare una figura. Immediatamente le fovee vengono mosse lungo tutti i punti della figura che attirano l'attenzione in un volto, ad esempio, i punti di interesse sono gli occhi, il naso, la bocca, gli zigomi ; in seguito i movimenti diventano sempre più lenti fino a fissare un particolare che ci interessa punto di fuoco. Il sistema motorio oculare è dunque impegnato costantemente per muovere la fovea. Questi movimenti sono detti saccadici o semplicemente "saccadi", determinati da complessi schemi motori integrati e veicolati da nuclei quali il collicolo superiore in base alle informazioni che provengono dalla corteccia.

Si possono raggiungere velocità di movimento dell'ordine di gradi al secondo, accompagnati da soste di fissazione che durano in media ms. È interessante notare che in questi tempi, il sistema visivo della corteccia non è in grado di derivare un quadro completo dell'immagine, ma riceve informazioni "abbozzate" della scena visiva, quelli che, in precedenza, sono stati chiamati, per comprensione, "scatti veloci". Si potrebbe erroneamente dedurre che le parti periferiche della retina siano poco importanti; al contrario, queste zone, ricche di bastoncelli, sono le maggiori responsabili della percezione del movimento, ma anche dei contrasti questo soprattutto in visione crepuscolare e della profondità.

Inoltre per ogni retina è possibile distinguere due parti: La trattazione specifica delle conseguenze fisiologiche di questa divisione avverrà in seguito. Ogni emiretina nasale è, per ciascun occhio, competente per la parte di campo di visivo più esterna, mentre l'emiretina temporale è competente per la parte di capo visivo più interna. Ogni nervo ottico è composto dagli assoni delle cellule gangliari che risiedono nella retina nasale e nella retina temporale di un singolo occhio. Questo comporta che la lesione di un nervo ottico provoca cecità nell'emicampo visivo ipsilaterale alla lesione. Il tratto ottico è una continuazione del nervo ottico , che decorre dal chiasma ottico nel quale si ha un parziale incrociamento delle fibre nervose provenienti dalle due emiretine di ciascun occhio al corpo genicolato laterale del talamo.

Il tratto ottico di destra è composto dalle fibre nervose provenienti dall'emiretina temporale dell'occhio destro e dall'emiretina nasale dell'occhio sinistro; viceversa, il tratto ottico di sinistra è composto dalle fibre provenienti dall'emiretina temporale dell'occhio sinistro e dall'emiretina nasale dell'occhio destro. In pratica, ciascun tratto ottico contiene la rappresentazione completa dell'emicampo visivo controlaterale.

Si avrà, dunque, che la corteccia visiva destra "vedrà" il campo visivo di sinistra, mentre la corteccia visiva sinistra "vedrà" il campo visivo di destra. Una lesione a carico del tratto ottico produce emianopsia omonima controlaterale, cioè la cecità della stessa metà del campo visivo di ciascun occhio. La zona del pretetto è formata da un gruppo di nuclei posti anteriormente e superiormente al collicolo superiore , nel punto in cui il mesencefalo si continua con il talamo.

Questi nuclei sono importanti poiché sono i principali responsabili delle risposte vegetative connesse con l'apparato visivo; queste risposte sono il riflesso di costrizione e di dilatazione della pupilla, entrambi consensuali, mediati rispettivamente dal sistema parasimpatico e da sistema simpatico. Sono inoltre importanti i riflessi di puntamento in risposta ad uno stimolo visivo localizzato perifericamente al punto di fissazione foveale; tuttavia questi ultimi hanno sede solo in parte nel pretetto, poiché i movimenti oculari sono in gran parte governati da stimoli provenienti dal collicolo superiore, dalla corteccia e da alcuni nuclei che, in generale, integrano e interfacciano le diverse informazioni sensoriali, evocando una risposta di idoneo movimento oculare si pensi ad un suono o ad uno stimolo tattile che catturano la nostra attenzione visiva.

Di seguito e in figura sono trattate le importanti risposte che hanno sede nel pretetto; le risposte evocate dalla stimolazione collicolare e corticale sono trattate successivamente. Il riflesso di costrizione della pupilla è un riflesso mediato dal sistema parasimpatico molto importante indagato nella pratica clinica neurologica, utile affinché il soggetto non venga abbagliato prima che entrino in atto tutti i processi di adattamento descritti precedentemente.

Una luce intensa è in grado di provocare questo riflesso innescando un processo che ha come sede principale i nuclei del pretetto. Questi proiettano assoni verso il nucleo di Edinger-Westphal o nucleo oculomotore accessorio , un piccolo nucleo parasimpatico posto nelle immediate vicinanze del nucleo oculomotore. Il nucleo di Edinger-Westphal proietta assoni pregangliari verso il ganglio ciliare. È importante notare che queste fibre pregangliari "viaggiano insieme" al nervo oculomotore fino al ganglio ciliare. Dal ganglio ciliare si originano i nervi ciliari brevi, fibre parasimpatiche postgangliari che stimolando il muscolo costrittore della pupilla ne provocano la contrazione.

Il riflesso di dilatazione della pupilla , anch'esso indagato nella pratica neurologica, è un riflesso mediato dal sistema simpatico molto importante, utile nelle condizioni di poca luce ambientale. Permette infatti l'aumento del diametro della pupilla, consentendo alla retina di "lavorare" con un maggiore afflusso di informazioni luminose.

Le poche informazioni luminose che arrivano al pretetto stimolano i neuroni di questi nuclei a contattare, tramite un collaterale della Via Tetto-Spinale laterale , i motoneuroni viscerali della lamina VII presenti a livello di C8-T1 che vanno a costituire il centro cilio-spinale di Budge. Dal centro ciliospinale si dipartono fibre simpatiche pregangliari che risalgono i gangli paravertebrali fino a contattare sinapticamente i neuroni del ganglio cervicale superiore. Da questi si dipartono fibre simpatiche postgangliari che salgono parallelamente all' arteria carotide interna, fino a raggiungere il plesso carotico interno e da qui il plesso cavernoso a ridosso dell'anello tendineo comune.

Parte delle fibre si portano successivamente al ganglio ciliare radice simpatica del ganglio ciliare e da qui giungono, senza contrarre sinapsi nel ganglio, al muscolo dilatatore della pupilla, tramite i nervi ciliari brevi che possono essere dunque sia simpatici che parasimpatici. La restante parte delle fibre, in corrispondenza del plesso cavernoso, entra in anastomosi col nervo naso-ciliare collaterale del nervo oftalmico , giungendo poi all'iride per mezzo del nervo ciliare lungo. Se immagini di stare a guardare un punto di fisso di un paesaggio, le fovee si dispongono affinché la proiezione di quel particolare fissato cada perfettamente su di esse.

L'immagine della maggior parte del paesaggio cade dunque in zone retiniche che non hanno le stesse proprietà discriminative della fovea. Tuttavia è importante, per l'uomo e per l'animale, riuscire ad avvertire nel paesaggio "di sfondo" che circonda il fuoco movimenti rapidi e improvvisi che possono comportare pericolo. L'avvertimento della perturbazione è analizzato dalla corteccia, dal collicolo e dal pretetto. Istintivamente il pretetto contatta i nuclei oculomotori [4] poco , ma soprattutto i motoneuroni dei muscoli cervicali, sincronizzando e stimolando la loro azione in modo da portare il capo e dunque occhi e fovee verso il punto di perturbazione rilevato.

Le vie discendenti che dal pretetto vanno a contattare questi motoneuroni sono la via tetto-spinale mediale in larga parte e parte della via tetto-spinale laterale, utilizzata soprattutto dal riflesso di dilatazione delle pupille. Questo non succede invece con il riflessi di costrizione e dilatazione della pupilla, assolutamente non allacciati al controllo volontario. Cosa importante è ricordare che i riflessi di puntamento utilizzano preferenzialmente i muscoli del collo, poiché potenti e in grado di resistere alla fatica.

Non è di secondaria importanza il fatto che, ruotando il capo invece degli occhi, il soggetto si ritrova anche orecchi, naso e bocca indirizzati verso lo stimolo, elementi che possono aiutare a comprendere la natura della perturbazione. Nell'immagine qui a fianco è rappresentata la superficie posteriore del tronco dell'encefalo dopo asportazione del cervelletto.

In blu è possibile apprezzare superiormente il corpo genicolato laterale e inferiormente il collicolo superiore; quest'ultimo è un importante stazione mesencefalica corrispondente al tetto ottico dei vertebrati inferiori. L'analisi istologica rivela una complessa struttura a 7 strati, composta da diversi tipi di neuroni sui quali si scaricano informazioni provenienti dalle retine, dai nuclei della base , dalla corteccia e dagli organi di senso. In particolare, le informazioni visive si scaricano sugli strati superficiali, le informazioni acustiche sugli strati intermedi e le informazioni somatiche sugli strati profondi.

Analisi approfondite hanno rivelato una disposizione topografica dei neuroni del collicolo superiore; la mappa retinotopica superficiale è disposta in modo da essere congruente alla mappa somatosensitiva e uditiva presente negli strati più profondi. Non solo: Il risultato è l'integrazione di diversi segnali sensoriali, fenomeno che trova riscontro nella percezione complessa dello spazio esplorato dai sensi. Si immagini ad esempio di vedere una rondine in volo mentre emette il caratteristico canto: Dato che le coordinate naturali delle tre modalità sensoriali sono differenti coordinate retiniche per la vista, coordinate centrate sul capo per l'udito, coordinate centrate sul tronco per la stimolazione propriocettiva , allora anche la rappresentazione spaziale degli stimoli avviene in modi differenti: Per quanto riguarda la trattazione per il solo apparato visivo, è interessante notare come le informazioni veicolate dal tratto ottico trovino nel collicolo superiore una stazione importante non solo per il confronto sensoriale ma anche per evocare una serie di movimenti oculari strettamente connessi con l'attività dei centri superiori.

Le informazioni provenienti dalla retina possono biforcarsi a livello del mesencefalo per dare una collaterale della via visiva centrale destinata al corpo genicolato laterale; inoltre esistono fibre che non si biforcano, destinate al solo fibre tipo W collicolo. Da qui le informazioni, dopo essere state adeguatamente integrate e confrontate, hanno diversi possibili destini:. Queste proiezioni testimoniano i ruolo centrale del collicolo superiore nel controllo dei movimenti oculari e cervicali [6] , finemente regolati da centri superiori come la corteccia e i nuclei della base.

Apparato visivo - Wikipedia

La corteccia cerebrale rappresenta la porzione più esterna del cervello. È affascinante sapere che ogni lobo ha una precisa funzione. Panoramica sulla funzione cerebrale I lobi frontale, temporale, parietale e occipitale sono visibili sulla superficie La corteccia cerebrale (Aree cerebrali.) . La superficie del cervello è rivestita dalla corteccia cerebrale, la quale contiene Come facilmente intuibile, i lobi “dialogano” tra di loro perché. I lobi cerebrali lobi cerebrali sono delimitati da scissure e, in relazione al nome È la porzione di corteccia delimitata superiormente dalla scissura di Silvio. Il lobo frontale è diviso in tre circonvoluzioni (superiore, media, inferiore), Una suddivisione della corteccia cerebrale viene effettuata in base ai tempi. La parte anteriore del lobo frontale viene denominata corteccia prefrontale. Nei mammiferi il 90 per cento della corteccia cerebrale prende il nome di. La corteccia cerebrale umana è un grande mantello grigio con estesa Gran parte della corteccia del lobo frontale è costituita da aree associative, dedicate a .

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